Succede che lavorando, parlo spesso al telefono. Parlo con tanta gente, diversa, che mi chiama per diversi motivi… chi vuole una fattura, chi vuol sapere le coordinate per pagare, chi mi sollecita dei pagamenti, chi ha bisogno chiarimenti, chi dei dati, colleghi con domande dubbi perplessità…
Oggi un signore, che aveva bisogno un documento e, data l’urgenza, sarebbe venuto a prenderlo di persona in giornata “tanto oggi sono a casa in cassa integrazione”. Mi ha chiesto l’indirizzo, e quando è stato “in zona” mi ha chiamato dicendomi che “qui nessuno sa indicarmi questa via”…gli ho dato indicazioni su come raggiungerci. Non vedendolo arrivare dopo un ora, l’ho richiamato io… non si trovava, non si orientava, mi ha detto dove si trovava e s’era allontanato un sacco. Gli ho chiesto se voleva ritentare e mi ha detto “assolutamente si signora, io ho bisogno di questo documento assolutamente!”. Bene, gli rispiego dettagliatamente la strada da dove si trova ora… e attendo… Dopo altri 40minuti, non ce l’aveva fatta perché “io chiedo ma nessuno me la sa indicare questa via” (benedett’uomo…segui le indicazioni prima di chiedere…perché se non sei manco in zona, è ovvio che nessuno la conosce!). Dopodichè ha iniziato a sbraitare piangendo e blaterando, non contro di me, ma contro se stesso che “non ce la faceva”…
Anche a me è capitato di girare per più di un’ora in macchina senza orientarmi e il risultato è stato un mal di testa esagerato e nervoso. Ok, lo capisco.
Che mi ha lasciato senza parole è stato il disagio e il poco equilibrio che percepivo dalle sue parole… tanta fatica e difficoltà a fare una cosa semplicissima (doveva attraversare due semafori e fare una svolta)… e soprattutto la consapevolezza, di non farcela…
E anche oggi, ho toccato con mano quanto sono fortunata.
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